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Achille Varzi

Vita e imprese del grande campione di Galliate, dal debutto con le moto ai trionfi con le auto.

Foto-di-Achille-Varzi

Achille Varzi nacque l’8 agosto 1904, terzogenito figlio di Menotti Varzi e di Giuseppina Colli Lanzi. Menotti era fratello di Ercole, industriale e poi senatore del regno, fondatore della Manifattura Rossari e Varzi.

Il primo amore sportivo di Achille è la moto che, da divertimento e utilità per recarsi a scuola e svolgere commissioni per l’ azienda, diverrà presto sport agonistico.

“Mi si potrà obiettare come mai con tanta passione per l’automobile io abbia principiato con le motociclette. Semplicemente la motocicletta è stato il primo mezzo – come dire? - motorizzato capitatomi tra le mani. Dovevamo andarci a scuola, i miei 2 fratelli e io, fare più presto a detta di mio padre. Fu così che si principiò a … fare presto, cioè a correre”. - Achille Varzi

Dal 1922 in poi diventa uno dei protagonisti del motociclismo sportivo. Corre con la “Garelli 350”, fuma “Macedonia” di tabacco biondo e impone una sua immagine: maglione e girocollo, pantaloni knickerbocker e stivali in pelle.

Nel 1923 le prime affermazioni nelle prove del campionato italiano e, immediatamente, il primo titolo tricolore. Nel 1924 passa alla classe 500. Corre con la Frera, poi passa alla Norton e quindi alla “Sunbeam”.

Incominciano i primi scontri su pista con Tazio Nuvolari.

Gli anni che seguono sono anni di vittorie nazionali ed internazionali che alternano sul podio Varzi e Nuvolari.

Tazio Nuvolari nacque a Castel d’Ario (Mantova) nel 1892. È il mito del motociclismo e dell’automobilismo nell’epoca pionieristica. È noto per l’eccezionale ardimento e la grande capacità di condurre il mezzo meccanico in ogni tipo di avversità.

Nel 1926 incomincia l’epopea automobilistica di Achille Varzi, con la mitica “Bugatti 1500, quattro cilindri”.

Incomincia la leggendaria sfida tra Varzi e Nuvolari sulle piste di Monza, nelle Mille Miglia, nella Targa Florio e nei circuiti internazionali. Varzi e Nuvolari saranno nella stessa scuderia dell’Alfa Romeo, con la direzione di Enzo Ferrari.

“Il pilota era come l’uomo: era intelligente, calcolatore, grintoso quando necessario, feroce nell’approfittare della prima debolezza, del primo errore, del primo incidente dell’avversario. Direi spietato. Non era facile capirlo… testardo come pochi…”.
Enzo Ferrari

Il 1933 va ricordato come nascita ufficiale di quella che oggi chiamiamo Lotteria. Per la prima volta una lotteria viene abbinata a un evento, nel caso di una corsa automobilistica: la Lotteria di Tripoli che quell’anno verrà vinta da Varzi, seguito da Nuvolari.

Nella metà degli anni ’30 passa alla auto Union. Ha una relazione con la fascinosa Ilse Hubach, moglie del pilota Paul Pietsch. In piena stagione agonistica viene assalito da forti dolori che derivano da un’appendicite. Non intende interrompere le corse ed Ilse gli propone di lenire i dolori con della morfina. Da qui un effetto devastante che gli compromette la carriera sportiva in ascesa .

Achille Varzi rinasce dopo la guerra. Nel maggio 1945 riunisce piloti, tecnici e giornalisti e forma un comitato per rilanciare l’automobilismo. Appare trasformato e riprende a correre con nuovi successi a Buenos Aires, Rosario, Interlagos. Conosce la “Equipo Argentino” con i suoi piloti, in particolare Juan Manuel Fangio, figlio di italiani emigrati in Argentina.

Giovedì 1° luglio 1948 è in Svizzera per le prove del circuito di Bremgarten. Nel tardo pomeriggio scende una pioggia uggiosa. Varzi è alla guida dell’Alfa Romeo 158. Dopo alcuni giri la vettura viene investita da una zaffata d’acqua. Improvvisamente, vicino alla curva Jordenrampe, la macchina scivola sull’asfalto bagnato a più di 170kmh e comincia ad andare in testacoda, colpisce la barriera. Dopo una curva esce di strada lungo il terrapieno che costeggia la spinta. Si rovescia lentamente imprigionando il pilota. I soccorritori trovano Varzi ormai esamine, schiacciato dal peso della vettura. Muore nel tardo pomeriggio.

La tragedia, innescata dal primo vero errore di Varzi, gli costa la vita.

Al funerale, a Galliate, sono presenti tutti i campioni del momento ad eccezione di Tazio Nuvolari, la cui salute sta rapidamente declinando: l’anno prima, all’arrivo della Mille Miglia , era stato colto da un collasso.

I piloti dell’Equipo Argentino si trasferiranno a Galliate, prima in villa Varzi, poi in Via Carducci, dando vita alla squadra che, guidata da Fangio, raccoglie l’eredità sportiva di Varzi.

L’11 agosto 1953 muore Tazio Nuvolari. Il suo era stato un lento, ma inesorabile declino. I polmoni, che per anni ed anni avevano respirato i vapori della benzina, alla fine avevano ceduto.

La formula uno è alle porte.