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Gastronomia

foto del riso

Galliate e, più in generale, tutta la zona del Basso Novarese ha una gastronomia ricca di piatti derivati dalla tradizione contadina che sanno evocare colori, profumi e sapori legati a queste terre e alle loro lontane radici storiche e culturali.
Spicca la produzione del riso, la cui coltivazione caratterizza lo scenario naturale della Bassa: in primavera le vaste distese dei campi vengono allagate, tanto da far sembrare la pianura "un mare a quadretti". Il riso è anche divenuto l'elemento principe della cucina novarese. In particolare ricordiamo la famosa Paniscia, la cui ricetta risale ad almeno 500 anni fa: si tratta di un piatto nutriente e saporito a base di riso, verdure, lardo, mortadella di fegato e vino rosso.

foto del gorgonzola

Un altro prodotto che qualifica il Novarese è il gorgonzola, formaggio molto gustoso, dolce e cremoso oppure ben stagionato e piccante, che ha ottenuto l'ambito riconoscimento DOP (Denominazione di Origine Protetta).
L'area del Basso Novarese è anche apprezzata per i buoni salumi: marzapane, salam d'la duja, salame d'oca, graton d'oca, ...sono alcune delle prelibatezze che qui si possono trovare e gustare.
A Galliate i dolci tipici sono i Gramolini, preparati con zucchero, farina, burro, uova, uvetta, lucidati all'uovo e ricoperti di fine granella di zucchero. I gustosi dessert sono confezionati da laboratori pasticceri artigianali nel corso di tutto l'anno, ma soprattutto per la ricorrenza di San Giuseppe, festeggiato il 19 marzo.
Altra particolarità locale è il Baragieu, storico vino galliatese, ormai assunto tra i miti del tempo che fu. Trattasi di un vinello anemico, prodotto ancora oggi da pochi cultori, con uve delle vigne di baraggia.

Ricetta
Paniscia di Novara

foto della Paniscia di Novara

Ingredienti per 4 persone: 350 g. di riso (superfino baldo) ; 200 g. di fagioli borlotti secchi; 400 g. di cavolo bianco (verza); 2 costole di sedano; 1 carota; ½ cipolla; 3 pomodori pelati e privati di semi; 50 g. di cotenne di maiale; 75 g. di pancetta tritata finemente; 25 g. di burro; 1 salamino della duja (conservato nello strutto); 2 litri d'acqua; ½ bicchiere di vino rosso; pepe e sale q.b.
Preparazione: Mettere i fagioli secchi in una terrina, coperti da acqua tiepida, per dodici ore. Scottare per cinque minuti in acqua bollente le cotenne e tagliarle a listerelle. Pulire e lavare tutte le verdure. Spezzettare le foglie di verza e tagliare a pezzettini la carota, il sedano e i pomodori. Scolare i fagioli e metterli in una pentola con tutte le verdure e le cotenne. Aggiungere l'acqua e un pizzico di sale. Tritare intanto la cipolla con il salame. Mettere in una casseruola il burro e la pancetta, unire il salame e la cipolla e lasciare rosolare a fuoco basso per dieci minuti. Unire il riso e, mescolando con un cucchiaio di legno, farlo insaporire; quindi, sempre mescolando, aggiungere il vino e lasciarlo evaporare. Continuare la cottura del riso unendo poco alla volta il brodo e le verdure cotte e continuare a mescolare con il cucchiaio di legno fino a che il riso è cotto (circa 20 minuti). Aggiungere il pepe, togliere dal fuoco e lasciare riposare il tutto per cinque minuti prima di disporlo sul piatto di portata.